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Settimana della moda di Parigi


Se la settimana della moda di Milano è stata la fiera dell’eccess e dello sfarzo, quella di Parigi risulta essere molto più pulita e lineare sia nelle forme che nei contenuti. Gli stilisti, infatti, hanno preferito contenere l’entusiasmo regalandoci momenti di stabilità e minimalismo, stampe leggermente accennate,  colori tenui e decisi, maxi coat e tailleurs. Ai veterani Christian Dior, Carolina Herrera, Chanel, Chloè, YAMAMOTO ecc., si sono aggiunte figure nuove e tutte con uno stile definito e pratico.

La Maison Dior, gestita dai designers Lucie Maier e Serge Tuffieux, ha proposto una rilettura del passato facendo sfilare delle pietre miliari: la giacca Bar, i ricami, l’animalier, i fiori. Le proporzioni del tailleur vengono rivisitate: le giacche asimmetriche o mini si indossano con gonne dritte interrotte da spacchi. Cappotti voluminosi bianchi e francesine chiudono il tutto all’insegna dell’eleganza parigina.

Carolina Herrera mostra come la femminilità autentica può vestirsi di tessuti maschili e di silhouette anni cinquanta. Maxi shirts bianche, pailletter sul rosa cipria e tanta altra raffinatezza tipiche della casa di moda.

E dalla storia si passa alla modernità new optical di Issey Miyake,  “Beyond” (Oltre) è la parola chiave che riassume questa sfilata di all’insegna di un viaggio sartoriale nello spazio. Il classico prisma grafico è all’ordine del giorno, presentato in quasi ogni look. Tuttavia, questa volta viene rivisitato secondo la tecnica del “baked stretch”, un processo grazie al quale il tessuto viene espanso dal calore per creare forme fluide.

Belmain vince per la sua identità distaccata da tutte le altre proposte. Rosa, azzurro, delicato, rilassante e rassicurante la sua musa è la più cool di tutte le Roues de Paris. Grazie anche ad Aganovich le passerelle hanno preso una piega diversa, quest’ultimo ha esposto il suo style con Brooke Taylor, dimostrando una grande abilità nel progettare capi drammatici, a colo alto, e la loro collezione autunno/inverno si è presentata ricca di simboli dark e romantici con riferimenti agli stili del XVIII secolo – pensate ai cappotti maschili con colletti importanti. Ma ciò che ci sorprende di più è il fatto che gli stilisti riescono sempre ad aggiungere una sensazione di leggerezza ai loro tessuti pesanti, fasciati e sovrapposti.

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Chiara Masetta