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Accade in Toscana. Lia, affetta da immunodeficienza è costretta a cambiare scuola.

[adssky] Accade a “Greve in Chianti”. Lia, a causa della mancata vaccinazione da parte della metà dei bambini della classe, è costretta a cambiare scuola. La piccola, di appena sei anni, è affetta da immunodeficienza e rischia perciò di contrarre malattie, per lei, letali. Ha difese immunitarie più deboli rispetto agli altri. I bambini non vaccinati, potrebbero contagiarla. Ad occuparsi direttamente del caso, il Ministero dell’Istruzione.

Torna finalmente in classe, stavolta in una nuova scuola, la bambina di “Greve in Chianti”, un piccolo paesino della Toscana. Lia, di soli sei anni, sarà trasferita in un’altra scuola facente parte dello stesso istituto omnicomprensivo. Ora, potrà fare amicizia con nuovi compagni, conoscere nuove maestre.
Iscritta alla prima elementare della scuola Domenico Giuliotti. La piccola, alla tenera età di due anni si è ammalata di immunodeficienza, una grave forma di carenza del sistema immunitario.
La vicenda, inizia dieci giorni fa. Scatta l’allarme improvviso, dopo che Lia si sottopone agli esami diagnostici, per i richiami dei vaccini previsti alla sua età. Tutto tranquillo, fino a quel momento, ma otto bambini su diciotto non sono stati vaccinati. Per questo, la piccola, rischia di contrarre una malattia esantematica, per lei, fatale. Troppi rischi per Lia. Il numero di bambini non vaccinati, presenti nella sua ex classe, comporta troppi pericoli. Da lì Lia è costretta per qualche giorno, nove in tutto, a non andare a scuola.
Il padre di Lia spiega: “I medici del Meyer sono stati chiari. Solo in quel momento, io e mia moglie ci siamo resi conto che la situazione era più delicata di quanto pensassimo”. Cominciano le polemiche, insieme alla richiesta da parte della famiglia, di trovare al più presto una soluzione.

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Ed è così che, mentre è in fase di approvazione il Piano nazionale delle vaccinazioni, la piccola ne paga le spese.
A questo punto, interviene il ministro dell’istruzione. Stefania Giannini, prende direttamente a cuore, il caso della piccola . Dopo i dovuti accertamenti, polemiche ed ispezioni, il comune, le autorità sanitarie e la famiglia, decidono di trasferire Lia in un’altra scuola, accorpata allo stesso istituto omnicomprensivo.
Nel frattempo, la bambina viene vaccinata, su consiglio dei medici dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, contro parotite rosolia e morbillo. L’”antidoto” somministrato, è tollerato dal sistema immunodeficiente ed è un ottima protezione contro le complicazioni. Piano piano tutto tornerà alla normalità.
La decisione, è stata adottata per proteggere la bambina. Grazie ai vaccini, potrà avere una vita migliore, e, soprattutto, una ripresa dell’attività scolastica. Potrà fare amicizia con i suoi nuovi compagni e conoscere una nuova maestra. Sarà meno esposta a pericoli di contagio con altre malattie, e, potrà avere una vita scolastica normale.

Il numero di famiglie che scelgono di non vaccinare i propri figli, è in costante aumento e desta preoccupazione.
Intanto, la proposta che vieta la possibilità d’ingresso a scuola ai bambini non vaccinati, è stata
presentata dal ministero della salute, alla conferenza delle regioni per il piano vaccini 2016-2018.
In questi giorni, in cui la psicosi dei vaccini sembra diffondersi con rapidità, è proprio il mondo scientifico ad ammonire i genitori, riguardo il pericolo della mancata vaccinazione. “I rischi, a cui si viene esposti -continua la comunità scientifica – possono comportare gravi epidemie “. I vaccini, possono migliorare le condizioni igieniche, e, restano lo strumento fondamentale ed insostituibile per la prevenzione delle malattie, a rischio contagio.