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DISOCCUPAZIONE IN ITALIA

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Siamo agli albori del 2015 e a quanto pare, dopo la drastica situazione della disoccupazione in Italia, sembra che le cose stiano iniziando a dirigersi nella giusta direzione.
Nel 2014 i dati Istat erano seriamente allarmanti, al punto che il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 18 ed i 24 anni) era salita al 44,2%. Questo in riferimento al mese di agosto, e in aumento del 3,6% rispetto ai precedenti dodici mesi. Tra l’altro, in questa stima, non sono stati conteggiati i cosiddetti inattivi, ovvero quei giovani che per motivi di vario genere (ad esempio per motivi di studio) non cercano lavoro. Per quantificare numericamente il numero dei giovani disoccupati, si contano circa 710’000 giovani che cercano lavoro e non riesco a trovarlo.
Complessivamente invece, il tasso di disoccupazione risultava leggermente in calo, più precisamente al 12,3% (ad agosto 2014), per un totale di circa 3 milioni e 134’000 disoccupati nel territorio nazionale.
Dopo tale premessa va detto che nel dicembre 2014, l’Istat ha pubblicato dati che potrebbero (forse) far pensare ad una ripresa. Dopo alcuni mesi di segno negativo, a dicembre si è verificato un incremento di circa 93’000 posti di lavoro, che rappresenta un +0,5% su base annua. In relazione a ciò, l’Eurostat ha affermato che a dicembre in Italia si è verificato il più importante calo della disoccupazione di tutta l’Unione Europea. Anche in tema di disoccupazione giovanile si è verificata una flessione dal 43% al 42%, ovvero dai 710’000 giovani disoccupati registrati ad agosto si è scesi a circa 664’000 a dicembre.
Il premier Matteo Renzi si è espresso a riguardo con soddisfazione, affermando l’importanza di questo risultato senza dimenticare che però è solamente un piccolo inizio, ancora lontano da una vera e propria ripresa economica.
Allo stesso tempo però, la leader della Cgil Susanna Camusso sembrerebbe meno entusiasta del Premier, affermando che il calo della disoccupazione è legato a una serie di fattori tra cui anche aver ‘peggiorato’ le condizioni delle partite Iva. Anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, si è detto perplesso pur lasciando trasparire una vena ottimistica, perchè, a suo dire, le nuove assunzioni sono un risultato positivo, ma dicembre è un mese particolare nonché un arco cronologico troppo breve, quindi non è sufficiente per affermare con certezza una reale e concreta svolta alla problematica della disoccupazione.
Lo stesso Istat ha confermato che quelle fatte sono semplici stime preliminari, che potranno rendersi definitive come mutare nel corso di questo 2015; per quanto riguarda il mercato del lavoro più in generale invece, l’Istat si è espresso sottolineando le difficili condizioni di questo. Tuttavia ci sono i propositi per una crescita occupazionale nel corso di quest’anno.
INFLAZIONE IN CALO NELL’EUROZONA
Sempre a gennaio l’Eurostat, a seguito di una stima, ha confermato il segno negativo dell’inflazione (-0,6 annua e -0,2 nel dicembre scorso). I cali notevoli hanno colpito il settore dell’energia (-8,9%), molto più lievi invece i cali di prodotti alimentari e tabacchi (-0,1%). Unico aumento in tale sede ha riguardato i prezzi dei servizi (+1%).
MOLTI GIOVANI LAVORANO MA…
Spesso i contratti dei giovani vedono retribuzioni alquanto basse, si parla in medie comprese tra gli 850 e i 1000 euro mensili. Ci sono poi vari fattori che possono influenzare e differenziare le varie retribuzioni, ad esempio in base ai titoli di studio o le qualifiche richieste per un determinato lavoro, o in base al settore (come l’agricoltura o l’industria, etc.). Anche l’area geografica influenza le retribuzioni per medesimi lavori; sulle retribuzioni il nord risulta essere più “generoso”.
Verrebbe da affermare che il 2015 potrebbe essere l’anno della ormai tanto attesa Ripresa economica, ma attualmente è ancora precoce giungere a conclusioni. Di certo la disoccupazione, almeno per il momento, è leggermente calata.

 

A cura di Marco Pasquali