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Fashion Icon: Iris Apfel


Iris Apfel ha 95 anni ed è ancora un’icona di stile dell’Upper East Side. Forse una delle ultime donne nell’universo della moda armate di sapiente saggezza stilistica unita a un’ironia sottile, nonché vera incarnazione di un termine ormai usato e (ab)usato come “fashion icon”.  E’ nata il 29 agosto 1921 nel Queens da padre americano e mamma russa, studia storia dell’arte alla New York University e poi all’Università del Wisconsin. Dopo aver lavorato, per WWD e come assistente di Elinor Johnson, nel 1948 sposa Carl Apfel e neò 1950 fonderanno insieme la Old World Weavers, azienda tessile chiusa nel 1992 che ha arredato la Casa Bianca per nove presidenti degli Stati Uniti.

Il suo stile è caratterizzato da grandi occhiali rotondi, colori vivaci, labbra sempre rosse e maxi gioielli etnici. E’ stata protagonista di Ari Seth Cohen, il fotografo che ha inventato il blog Advanced Style, dedicato alle icone di stile over 50,  è diventata modella per & Others Story, è la protagonista del documentario Iris di Albert Maysles.

Ma una donna dall’immagine così imponente non può che esprimere materialmente la sua creatività attraverso una collezione di gioielli tecnologici, nati dalla collaborazione con Wise Wear.

Le sue frasi celebri sono parecchie, così efficaci da diventare aforismi per il fashion system. Eccone alcune:

“Vivi e lascia vivere’ è il mio motto. Non me ne sto seduta a giudicare gli altri. È comunque più importante essere felici che vestite bene”.
“Quando non ti vesti come tutti gli altri non devi neanche pensare come tutti gli altri”.
“Non vedo nulla di così sbagliato in una ruga. È un sorta di distintivo di coraggio”.
” Non ci sono mappe né regole per lo stile. Si tratta di saper esprimere te stessa e, soprattutto, avere attitude”.
“Non mi vesto per essere osservata. Mi vesto per me stessa”.
“Tutto è connesso. La politica, l’economia, la scienza e la moda sono tutte collegate. Se guardi un abito puoi vedere che è influenzato da tutte queste cose. Puoi addirittura capire cosa stesse succedendo nel periodo in cui è stato realizzato”.

Chiara Masetta