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“Il tempo che vorrei”

Il tempo che vorrei.

Un sabato  pomeriggio d’inverno, dopo pranzo ci siamo messi a letto. Ricordo le lenzuola color nocciola e i due abat-jour accesi. C’era silenzio. Fuori diluviava. Si sentiva solamente il rumore della pioggia sulle tapparelle abbassate. Abbiamo fatto l’amore e poi ci siamo addormentati. [ads] Quando mi sono svegliato ho fatto il caffè e l’ho portato anche a lei. Prima di svegliarla l’ho guardata un po’. Mi piace sentire il suo respiro mentre dorme. Mi piace vedere le sue mani che spariscono sotto il cusciono. Sono quei momenti in cui ti chiedi come è possibile che sia lì tutta per te. Mi sono seduto sul bordo del letto e le ho spostato i capelli dal viso. Ha aperto gli occhi. Le ho dato un bacio sulla fronte.
Si è tirata su, e la faccia era come non piace a lei, stropicciata. Su questo non siamo d’accordo. Per me invece è la cosa più bella da vedere. Mi fa sempre tenerezza, e non so se potrei amarla senza la faccia che ha appena sveglia.
Mi sono rinfilato a letto. Quando ha finito di bere il caffè, è scivolata giù e siamo rimasti abbracciati un altro po’, mentre lei mi accarezzava la testa.
Sono questi i ricordi che mi tengono continuamente legato a lei. Sono prigioniero di questa bellezza.

 

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Fabio Volo – Il tempo che vorrei