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E L’ISIS MINACCIA L’ITALIA

 

L’Isis minaccia l’Italia e l’avanzata dei suoi gruppi in questi ultimi giorni continua, infatti sembra che al momento siano giunti alle porte dell’Italia. Nel frattempo, dopo l’attentato di Parigi, ieri si è verificata un’altra tragedia a Copenaghen. Si tratta di una sparatoria al caffé Krudttonden mentre si stava tenendo un dibattito sulla libertà di espressione. Il bilancio è stato di un morto e tre agenti feriti. Nella notte, sempre a Copenaghen, c’è stata un’altra sparatoria nei pressi della sinagoga, che ha visto l’uccisione di un uomo appartenente alla comunità ebraica. Tutta l’Europa è ormai sotto l’allerta terrorismo.
ITALIA: La nostra nazione continua ad incrementare le misure di prevenzione e di sicurezza, ma la tensione non manca. In merito a ciò, il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino ha chiesto al Ministro degli Interni Angelino Alfano che venga rispettata la promessa dell’incremento di 500 uomini delle forze dell’ordine ed 85 militari. Intanto l’Isis minaccia l’Italia con la pubblicazione di un video intitolato «Un messaggio firmato con il sangue alla Nazione della Croce», contenente la decapitazione di 21 egiziani cristiani copti. All’interno del video ci sono palesi riferimenti all’Italia: «Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma… in Libia». Infine nelle le varie frasi è stato citato anche il nome del Ministro Gentiloni.
Tra i principali obiettivi a rischio c’è il Vaticano, quindi anche Papa Francesco. Inoltre anche altri luoghi di culto, stazioni, aeroporti, piazze, luoghi di aggregazione potrebbero essere oggetto della minaccia dell’isis in Italia. Anche l’Expo di Milano, noto grande evento, nonostante forti controlli di sicurezza, potrebbe essere un luogo a rischio.
DA TRIPOLI: In concomitanza con il video lanciato dall’Isis, a Tripoli era iniziata un’operazione per il rimpatrio degli Italiani presenti in Libia. Ormai tutti questi Italiani, compresi i dipendenti delle ambasciate, sono tornati in Italia. Tra questi ci sono anche delle famiglie che vivevano ormai da anni in Libia, ma che questa volta hanno ritenuto più prudente il rimpatrio.
La situazione generale nella capitale della Libia ed anche nelle altre città è ormai di tensione ed allerta generale. Soprattutto negli ultimi giorni sembra essersi intensificato notevolmente questo clima.
HOLLANDE E RENZI: Il presidente francese, François Hollande, si è detto favorevole ad un incontro urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, per decidere riguardo tale problematica. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha invece affermato: “Questo non è il tempo dell’intervento militare!” ed ha aggiunto che vorrebbe anch’egli maggior attenzione da parte dell’ONU riguardo la situazione della Libia.
Il segretario generale dell’ONU ha denunciato la decapitazione di quelle persone, qualificando il gesto come un ‘atto barbarico’ ed ha anche affermato che il dialogo è la migliore e forse unica soluzione per aiutare la Libia a superare la crisi attuale.

 

A cura di Marco Pasquali

 

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