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Sergio Mattarella ha firmato l’Italicum, la nuova legge elettorale

L’Italicum è giunto a Palazzo Chigi nella giornata di ieri, 6 maggio 2015, per essere firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il capo dello Stato non ha esitato a firmare il testo della nuova legge elettorale e non ha posto note o osservazioni. A riguardo ha commentato anche l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è detto soddisfatto del risultato ottenuto. Ha anche aggiunto: “Credo sia stato un raggiungimento importante.” “Io avevo detto quando fui rieletto che consideravo imperdonabile non aver fatto una nuova legge elettorale. Per fortuna questa volta non c’è bisogno di chiedere perdono.”.

In Italia era necessario da anni un cambiamento della legge elettorale, ma spesso il compito è stato posticipato. Si è finalmente giunti al superamento della Legge Calderoli, nota come “Porcellum”, sostituito appunto  dall’Italicum. Questo nuovo sistema elettorale sarà in vigore già per le prossime elezioni.

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Ricordiamo che nel sistema “Porcellum” l’elettore vota solo per delle liste di candidati, senza la possibilità di indicare le preferenze. L’elezione dei parlamentari dipende interamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti. Inoltre questa legge elettorale prevedeva dei premi di maggioranza molto “generosi”. Per consultare la legge intera clicca qui -> Legge Calderoli

Un Focus sull’Italicum:

Tale legge elettorale parte dal sistema spagnolo per stravolgerlo. In primis il sistema elettorale sarà proporzionale, quindi i seggi verranno distribuiti in maniera proprozionale ai voti ricevuti su base nazionale. La soglia minima da superare per poter accedere alle liste sarà il 3%; per le minoranze linguistiche è prevista una soglia di sbarramento fissata al 20% dei voti validi.

Si passerà dalle 27 circoscrizioni a più circoscrizioni minori. Saranno 100 i collegi e in ognuno verranno presentate delle mini-liste, con una media di 6 candidati.

Dei partiti più piccoli verranno eletti i capilista, mentre per i partiti maggiori ci sarà anche una quota di parlamentari scelti con le preferenze.

Inoltre la lista con più voti dovrà ottenere almeno il 40% dei voti (soglia alzata dal 35% al 37% e poi al finale 40%), per ottenere il premio di maggioranza, che conferirà alla lista più votata 340 seggi su 617 (esclusi dal calcolo il seggio della Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero): si tratta in totale del 55% dei seggi.

Qualora nessun partito riuscisse ad arrivare al 40% scatterebbe un nuovo turno elettorale per assegnare il premio di maggioranza. Ci sarà quindi una sorta di ballottaggio tra le due liste più votate al primo turno e il vincente avrà un premio di maggioranza che le consentirà di arrivare a 340 deputati.