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Short Fashion History: WONDERBRA


Noi donne non abbiamo ancora capito se lo amiamo o lo odiamo. E’ utile tanto quanto fastidioso e quando torniamo a casa non vediamo l’ora di toglierlo. Gli uomini nemmeno lo guardano e per molti di loro è un mistero slacciarlo: stiamo parlando del WONDERBRA e questa è la sua short fashion history.

Era il 1907, il reggiseno comparve per la prima volta sulla rivista Vogue, anche se si era ancora lontani dal reale abbandono del corsetto, al quale Paul Poiret e altri sarti innovatori dichiararono guerra, creando una nuova figura femminile non più ad anfora ma con vita molto alta, appena sotto il seno. In America nel 1913, da un’ideazione di Mary Phelps Jacob, meglio nota come Carezza Crosby, si vide il primo reggiseno di concezione moderna: consisteva in una sorta di tracolla in grado di separare il seno servendosi di due fazzoletti e di fasce per neonato. Nel novembre dell’anno seguente l’inventrice ottenne il brevetto e tentò di commercializzare la sua invenzione, ma fu un fallimento.

Fu solo con l’avvento della Grande Guerra, quando gli uomini erano al fronte e le donne necessitavano di miglior libertà di movimento per lavorare e quindi di un abbigliamento comodo, che il reggiseno iniziò ad imporsi sul mercato. Nel primo dopoguerra, con l’emancipazione femminile, la moda ridusse le differenze fisiche tra uomo e donna, così negli anni ’20 le donne iniziarono a portare capelli corti, a fumare sigarette e a portare i pantaloni, che fino a quel momento erano riservati solo al sesso “forte”. Il reggiseno si trasformò in una tracolla che appiattiva il seno e gli “donava” un profilo informe: era la moda della donna alla “garçonne”, della quale ne fu testimonial Greta Garbo.

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Arrivarono poi gli anni ’30, importanti per la vita del reggiseno poiché proprio in quel periodo si svilupparono tessuti elastici, come la batista o la mussolina in latex; venne inoltre scoperto il nylon e soprattutto il rayon, prima fibra sintetica della storia, il cui aspetto era simile alla seta, ma dai costi meno elevati. Questo fece sì che anche le donne meno abbienti potessero permettersi l’acquisto del reggiseno.

Altra grande svolta ci fu negli anni Cinquanta con la scoperta della lycra, tessuto fine, morbido, che si presentava come una seconda pelle, assicurando vestibilità e comfort.

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Nel 1968 il reggiseno visse un momento particolare, alcune femministe gli diedero simbolicamente fuoco. Era una manifestazione dell’emancipazione femminile, del desiderio bruciante di liberare la donna da tutti gli impedimenti e di differenziarsi dalle generazioni precedenti. La metà degli anni ’90 è ricordata per la straordinaria invenzione che ha permesso alle donne di tutto il mondo di esibire un décolleté sfrontato, anche in mancanza di curve abbondanti: il Wonderbra, letteralmente “reggiseno delle meraviglie”, che grazie al sistema push-up regala quasi una taglia in più. E da qui si sono sviluppate, una dopo l’altra, tecniche sempre più innovative per sorreggere il seno e dargli risalto, in modo il più possibile comodo. E allora si vedono sul mercato reggiseni ad olio, al silicone, ad aria e così via.

Chiara Masetta