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Tragedia in mare: scopri tutta la verità

 

Nella notte a cavallo tra il 18 ed il 19 aprile, verso la mezzanotte, si è verificata una vera e propria tragedia, partita a circa 70 miglia dalle coste libiche. E’ la tragedia di migranti più grande di sempre. Il dramma si è consumato nel canale di Sicilia. Dal peschereccio di circa 30 metri è partito un segnale di allarme, un uomo infatti ha detto: “siamo in navigazione, aiutateci!”.

Gli operatori, grazie al sistema satellitare di chiamata, sono riusciti ad individuare le coordinate del punto in cui è partita la chiamata per poter organizzare i soccorsi necessari. Quando l’imbarcazione mercantile inviata si stava avvicinando al peschereccio, i migranti si sono spostati su un lato della nave con l’intento di equilibrare il peso per farsi salvare, ma spostando il peso la nave si è ribaltata. Finora sono stati trovati 24 cadaveri. Attualmente sono in corso le ricerche, che coinvolgono circa 17 mezzi.

 

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La King Jacob, la nave mercantile che ha tentato di soccorrere il barcone affondato.

 

 

A dare una cifra indicativa dei passeggeri presenti a bordo è stato un migrante dell’Eritrea,sopravvissuto alla tragedia, a riferire delle circa 700 persone che erano a bordo della barca. Per ora sono stati recuperati 49 superstiti. Su tale dichiarazione verranno sentiti anche gli altri superstiti, secondo le procedure previste. Superstiti e Corpi verranno trasportati a Catania.

Foto del relitto della barca affondata.

Foto del relitto della barca affondata.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiamato alle 17:00 un incontro di emergenza a Palazzo Chigi. E’ stata immediata la reazione di Matteo Salvini, che ha attaccato le politiche del governo e ha chiesto un blocco navale. Il Papa invece ha lanciato un appello durante l’Angelus per risolvere questa situazione. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sta seguendo da vicino la vicenda, rimanendo in contatto sia con il governo che con Palazzo Chigi.

L’operazione Mare Nostrum è partita nel 2013, in seguito alla tragedia del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre con 366 morti accertati, ed è stata sostituita lo scorso novembre da Triton.  L’obiettivo non è quello di salvare le vite in mare, ma quello di operare il controllo alle frontiere, permettendo però ricerca e soccorso ove necessario.

 

fonte: www.repubblica.it

 

A cura di Marco Pasquali